Gratuito Patrocinio nella Mediazione: il Tribunale di Campobasso chiarisce la liquidazione tra unitarietà del rito e nuovi decreti

Marino Cavestro
Mediatore civile e commerciale (funzionale e generativo) c/o Resolutia Vicenza e OMF Vicenza – Avvocato Cassazionista – Componente, già Presidente, CPO e Delegato congressuale presso Ordine Avvocati Vicenza
13 gennaio 2026
La riforma della mediazione ha introdotto importanti novità, ma anche dubbi interpretativi sulla liquidazione dei compensi per l’assistenza prestata in sede di mediazione a favore di parti ammesse al patrocinio a spese dello Stato. Una recente sentenza del Tribunale di Campobasso (n. 637/2025) e le analisi dottrinali sul D.Lgs 28/10 offrono spunti fondamentali per noi professionisti.
1. L’unitarietà del rito nel procedimento di sfratto
Uno dei punti fermi ribaditi dalla giurisprudenza riguarda la natura del procedimento di convalida di sfratto. Le due fasi — quella sommaria e quella (eventuale) a cognizione piena dopo il mutamento del rito — costituiscono un’articolazione procedimentale unitaria.
Perché questo è rilevante per noi? Perché la liquidazione del compenso deve essere unica, evitando duplicazioni: l’attività della fase sommaria viene assorbita nelle fasi di “studio” e “introduttiva” del giudizio unitario.
2. Mediazione Obbligatoria: quando spetta il compenso?
Secondo il nuovo Capo II Bis del D.Lgs 28/10, il patrocinio a spese dello Stato è assicurato nella mediazione obbligatoria (ex art. 5 comma 1) a condizione che sia raggiunto l’accordo di conciliazione.
Tuttavia, emergono due distinzioni operative cruciali tratte dalle fonti:
• Mediazione ante-causam: È necessaria un’istanza preventiva al COA per l’esenzione dalle spese di avvio. In caso di accordo, la liquidazione si chiede solitamente tramite il portale lsg.giustizia.it (come stragiudiziale) al COA.
• Mediazione demandata o in corso di causa: Se la mediazione avviene durante il giudizio, il Tribunale di Campobasso ha chiarito che l’ammissione al patrocinio ottenuta per il processo è valida per ogni fase e procedura connessa, inclusa la mediazione, ai sensi dell’art. 75 del DPR 115/2002. In questo caso, è il Giudice a dover procedere alla liquidazione.
3. I criteri per una corretta liquidazione
Il Tribunale di Campobasso sottolinea alcuni aspetti tecnici da non trascurare nelle nostre istanze:
• Valore della causa: Deve includere anche le domande riconvenzionali, che possono determinare lo scostamento verso uno scaglione superiore.
• Effettività dell’attività: Se la mediazione porta alla conciliazione e alla cessazione della materia del contendere, la fase decisionale in giudizio viene liquidata con i minimi, data la semplificazione dell’attività.
• Dimidiazione: I compensi restano soggetti alla riduzione della metà prevista dall’art. 130 del DPR 115/2002.
Conclusioni
La sfida per l’avvocato oggi è navigare tra le norme del DPR 115/2002 e le nuove disposizioni del D.Lgs 28/10. La chiarezza del Tribunale di Campobasso sull’estensione dell’ammissione al patrocinio “a tutte le procedure derivate ed accidentali” è una boccata d’ossigeno che semplifica gli oneri burocratici per il difensore, garantendo il diritto costituzionale alla difesa anche nei percorsi ADR.
E voi, che esperienza state avendo con le liquidazioni della mediazione post-riforma?

