L’amministratore chiede tempo per la procura e poi non torna: l’inerzia che fa revocare il decreto

L’amministratore chiede tempo per la procura e poi non torna: l’inerzia che fa revocare il decreto

La vicenda nasce dall’opposizione proposta contro un decreto ingiuntivo con il quale era stata ordinata la consegna della documentazione condominiale al nuovo amministratore, oltre al pagamento delle spese della procedura monitoria. Nel corso del giudizio il Tribunale disponeva l’esperimento della mediazione obbligatoria.

Estendere l’obbligatorietà senza aumentare la qualità: il rischio di trasformare la mediazione in un passaggio burocratico

Estendere l’obbligatorietà senza aumentare la qualità: il rischio di trasformare la mediazione in un passaggio burocratico

L’aumento delle controversie sottoposte al tentativo obbligatorio ha senso soltanto se la mediazione conserva una funzione diversa da quella di un filtro burocratico all’accesso al giudizio. Diversamente, il rischio è quello di moltiplicare gli adempimenti senza aumentare il numero degli accordi, trasferendo nel processo una nuova area di contenzioso sulle comunicazioni, sulle deleghe, sulla partecipazione e sulla validità dei verbali.

Quando il verbale di mediazione diventa un problema: firme, poteri e requisiti dell’accordo esecutivo

Quando il verbale di mediazione diventa un problema: firme, poteri e requisiti dell’accordo esecutivo

Un accordo può essere valido come negozio tra le parti ma non possedere, nella forma concreta in cui è stato redatto, efficacia esecutiva immediata. Può essere azionabile per l’adempimento ma non costituire titolo idoneo alla trascrizione. Può essere sottoscritto da tutti i partecipanti, ma da soggetti privi di poteri sostanziali. Può inoltre contenere obbligazioni apparentemente chiare, ma non attuali, liquide ed esigibili.

Comunicazione dell’istanza di mediazione alla parte personalmente: formalità, onere di verifica e revoca del decreto ingiuntivo

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La questione esaminata dal Tribunale di Oristano riguarda un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo relativo a un credito ceduto. Dopo che il giudice aveva assegnato il termine per l’attivazione della mediazione obbligatoria, la parte opposta aveva avviato la procedura, facendo però comunicare l’istanza e la convocazione esclusivamente all’indirizzo PEC del difensore costituito dell’opponente.

Chi rappresenta la società in mediazione? Poteri degli amministratori, delega sostanziale e autorizzazioni interne

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Nella mediazione che coinvolge una società, la verifica dei poteri del rappresentante non è un adempimento meramente organizzativo. La presenza al primo incontro, infatti, deve essere distinta dal potere di assumere impegni vincolanti e di definire la controversia.

Mediazione telematica e impugnazione di delibere condominiali: sottoscrizione del verbale e legittimazione dell’amministratore

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Due pronunce di merito, rese a distanza di poco più di un anno, affrontano altrettanti profili applicativi della mediazione obbligatoria in materia condominiale che, pur formalmente distinti, condividono un medesimo filo conduttore: il contenimento dei formalismi a fronte di procedure che hanno comunque raggiunto lo scopo sostanziale per cui sono previste.

Mediazione obbligatoria in condominio: il termine di quindici giorni non è perentorio, ma l’inerzia colpevole resta fatale

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La mediazione obbligatoria nelle controversie condominiali continua a sollevare questioni applicative di rilievo, nonostante la materia sia ormai pacificamente soggetta alla condizione di procedibilità ex art. 5, comma 1, d.lgs. n. 28/2010. Il nodo affrontato dall’ordinanza in commento è il rapporto tra il termine di quindici giorni assegnato dal giudice per la presentazione della domanda di mediazione e la conseguenza dell’improcedibilità.