La mediazione delegata «acquista natura obbligatoria»: l’onere del creditore opposto e dei cessionari

La mediazione delegata «acquista natura obbligatoria»: l’onere del creditore opposto e dei cessionari

Il giudice assegna alla parte opposta il termine per instaurare il procedimento di mediazione obbligatoria. Né la parte opposta (contumace) né le interventrici cessionarie attivano la procedura. Nel frattempo, le parti raggiungono un accordo transattivo stragiudiziale e chiedono congiuntamente la compensazione delle spese. Il Tribunale non si lascia convincere dall’accordo: dichiara l’improcedibilità della domanda proposta con il ricorso monitorio per mancato esperimento del procedimento di mediazione, revoca il decreto ingiuntivo opposto e compensa le spese.

Simmetria tra istanza di mediazione e domanda giudiziale: i fatti principali devono esserci, i profili secondari possono aggiungersi.

Simmetria tra istanza di mediazione e domanda giudiziale: i fatti principali devono esserci, i profili secondari possono aggiungersi.

Il principio di simmetria tra istanza di mediazione e domanda giudiziale è, oggi, uno dei più applicati — e dei più temuti — della mediazione obbligatoria. La sua formulazione sintetica è nota: i fatti principali posti a fondamento della domanda giudiziale devono essere già stati enucleati nell’istanza di mediazione; i profili secondari possono aggiungersi in giudizio senza pregiudicare la condizione di procedibilità.

Socio uscente e liquidazione della quota: mediazione obbligatoria o arbitrato statutario? Il concorso di rimedi.

Socio uscente e liquidazione della quota: mediazione obbligatoria o arbitrato statutario? Il concorso di rimedi.

È la domanda che ogni difensore societario riceve prima o poi, e la risposta non è mai banale, perché incrocia tre istituti che raramente vengono letti in combinazione: la mediazione obbligatoria di cui all’art. 5 D.Lgs. 28/2010, la clausola compromissoria statutaria di cui all’art. 838-bis c.p.c. (già art. 34 D.Lgs. 5/2003), e — a monte — il diritto di recesso con la correlata liquidazione della quota ex artt. 2473 c.c. (s.r.l.) e 2437-ter c.c. (s.p.a.).

Errore materiale, errore ostativo e vizi del consenso nell’accordo di mediazione: rimedi esperibili e limiti

Errore materiale, errore ostativo e vizi del consenso nell’accordo di mediazione: rimedi esperibili e limiti

L’accordo raggiunto all’esito della mediazione civile ex artt. 11 e 12 del D.Lgs. 28/2010 occupa una posizione peculiare nel sistema: nasce stragiudizialmente, ma acquisisce ope legis l’efficacia di titolo esecutivo quando è sottoscritto dalle parti assistite dagli avvocati o è omologato dal presidente del tribunale.

L’indennità di mediazione dopo il mancato accordo: quando l’organismo ha diritto al compenso

L’indennità di mediazione dopo il mancato accordo: quando l’organismo ha diritto al compenso

Il caso è emblematico perché non riguarda il primo incontro — già esplorato da numerose pronunce — ma una mediazione protrattasi per oltre due anni, con molteplici incontri, ampliamento dell’oggetto e proposta del mediatore sottoscritta da quasi tutte le parti. Un caso che consente di mettere a sistema l’intera disciplina dell’indennità.

Due vizi che travolgono la mediazione: la domanda «numero di ruolo» e il verbale firmato solo dagli avvocati

Due vizi che travolgono la mediazione: la domanda «numero di ruolo» e il verbale firmato solo dagli avvocati

Il Tribunale di Ischia, sentenza n. 484 del 27 maggio 2026 (Giudice dott.ssa Pasqualina Principale) offre una delle rassegne più complete dei vizi che possono inficiare una procedura di mediazione: tre irregolarità, singolarmente già letali, cumulativamente letali al quadrato, tutte riconducibili alla stessa parte onerata.

Opposizione a decreto ingiuntivo e mediazione delegata: l’onere grava sempre sul creditore opposto

Opposizione a decreto ingiuntivo e mediazione delegata: l’onere grava sempre sul creditore opposto

Una s.r.l.s. propone opposizione avverso un decreto ingiuntivo emesso nei suoi confronti per oltre quarantamila euro relativi a forniture. Deduce di aver già effettuato pagamenti parziali tali da ridurre il debito residuo a circa trentamila euro. La creditrice opposta si costituisce contestando l’opposizione e rilevando che alcune ricevute di bonifico prodotte dall’opponente sono duplicati della medesima operazione.