Risarcimento concordato in mediazione civile e sorte della querela: perché l’accordo non basta più dopo la Riforma Cartabia

Risarcimento concordato in mediazione civile e sorte della querela: perché l’accordo non basta più dopo la Riforma Cartabia

Un avvocato patrocina una persona offesa che ha sporto querela per lesioni personali, diffamazione o altro reato procedibile a querela di parte. Parallelamente, assiste la stessa parte in una procedura di mediazione civile finalizzata al risarcimento del danno. Le parti si incontrano davanti al mediatore, trovano un’intesa economica, sottoscrivono un verbale di accordo. Il cliente chiede: «la querela è rimessa?».

L’art. 5-sexies d.lgs. 28/2010 e le clausole statutarie di mediazione nelle società con partecipazione estera: condizione di procedibilità e profili internazionalprivatistici

L’art. 5-sexies d.lgs. 28/2010 e le clausole statutarie di mediazione nelle società con partecipazione estera: condizione di procedibilità e profili internazionalprivatistici

Quando la clausola è inserita nel contratto, opera sul piano dello scambio: vincola le parti contraenti, segue le regole dell’autonomia negoziale, si interpreta secondo i canoni degli artt. 1362 ss. c.c., e la sua violazione integra un inadempimento contrattuale sanzionato — per il tramite dell’art. 5-sexies — con l’improcedibilità della domanda giudiziale.

Scelta dell’organismo di mediazione nei contratti cross-border: criteri di collegamento, deroghe e rapporti con il Regolamento Bruxelles I-bis

Scelta dell’organismo di mediazione nei contratti cross-border: criteri di collegamento, deroghe e rapporti con il Regolamento Bruxelles I-bis

La scelta dell’organismo di mediazione è — nella pratica dei contratti cross-border — il
passaggio più sottovalutato e al tempo stesso più insidioso dell’intera architettura ADR. L’art. 4, comma 1, del d.lgs. 28/2010 detta una regola solo in apparenza lineare: «la domanda di mediazione […] è depositata da una delle parti presso un organismo nel luogo del giudice territorialmente competente per la controversia».

La lingua nella mediazione transfrontaliera: diritti linguistici, non discriminazione e ruolodel mediatore dopo Cass. 19042/2021 e la giurisprudenza CGUE

La lingua nella mediazione transfrontaliera: diritti linguistici, non discriminazione e ruolodel mediatore dopo Cass. 19042/2021 e la giurisprudenza CGUE

La lingua non è un mero strumento tecnico di comunicazione. È il veicolo della dignità,
dell’autodeterminazione e — in ultima analisi — dell’accesso alla giustizia. La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, all’articolo 21, vieta «qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni
personali».

L’obbligo antiriciclaggio degli organismi di mediazione: soggetti obbligati, presidi.

L’obbligo antiriciclaggio degli organismi di mediazione: soggetti obbligati, presidi.

La normativa antiriciclaggio ha progressivamente esteso il proprio raggio applicativo ben oltre i confini del sistema bancario e finanziario, fino a ricomprendere attività professionali e servizi un tempo estranei alla logica della prevenzione. Fra questi, un posto di rilievo occupa la mediazione civile e commerciale, attratta nell’orbita del d.lgs. 21 novembre 2007, n. 231 (di seguito, «decreto antiriciclaggio») in virtù di una scelta legislativa che merita di essere esaminata nel suo fondamento e nelle sue implicazioni operative.

Oltre i confini dello schermo: l’udienza di mediazione da remoto tra parti situate in Stati diversi e il principio del contraddittorio

Oltre i confini dello schermo: l’udienza di mediazione da remoto tra parti situate in Stati diversi e il principio del contraddittorio

Il contraddittorio nella mediazione non è mera notifica e comparizione formale: è effettivo confronto, è dialogo informato tra le parti, è possibilità concreta di esporre le proprie ragioni e di ascoltare quelle altrui. Quando la mediazione si sposta sullo schermo e le parti risiedono in Stati diversi, ciascuno di questi elementi è messo sotto tensione. Esaminiamoli uno per uno.

Mediazione transfrontaliera in modalità telematica: gli artt. 8-bis e 8-ter d.lgs. 28/2010 come leva per abbattere le distanze cross-border

Mediazione transfrontaliera in modalità telematica: gli artt. 8-bis e 8-ter d.lgs. 28/2010 come leva per abbattere le distanze cross-border

La direttiva 2008/52/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, relativa a determinati aspetti della mediazione in materia civile e commerciale, nasce con una dichiarata
vocazione transfrontaliera. L’art. 2 ne delimita l’ambito applicativo alle «controversie transfrontaliere», definite dall’art. 3 come quelle in cui almeno una delle parti è domiciliata o risiede abitualmente in uno Stato membro diverso da quello di qualsiasi altra parte alla data in cui le parti convengono di avvalersi della mediazione o la mediazione è disposta dal giudice.