Il Tribunale di Roma, sentenza n. 18263 del 12 dicembre 2023 (Giudice dott. Fabrizio Sanchioni) è divenuto, nel giro di due anni, il punto di riferimento di un filone giurisprudenziale imponente sulla genericità dell’istanza di mediazione nelle controversie condominiali.
L’accordo raggiunto all’esito della mediazione civile ex artt. 11 e 12 del D.Lgs. 28/2010 occupa una posizione peculiare nel sistema: nasce stragiudizialmente, ma acquisisce ope legis l’efficacia di titolo esecutivo quando è sottoscritto dalle parti assistite dagli avvocati o è omologato dal presidente del tribunale.
Il caso è emblematico perché non riguarda il primo incontro — già esplorato da numerose pronunce — ma una mediazione protrattasi per oltre due anni, con molteplici incontri, ampliamento dell’oggetto e proposta del mediatore sottoscritta da quasi tutte le parti. Un caso che consente di mettere a sistema l’intera disciplina dell’indennità.
Il Tribunale di Ischia, sentenza n. 484 del 27 maggio 2026 (Giudice dott.ssa Pasqualina Principale) offre una delle rassegne più complete dei vizi che possono inficiare una procedura di mediazione: tre irregolarità, singolarmente già letali, cumulativamente letali al quadrato, tutte riconducibili alla stessa parte onerata.
Una s.r.l.s. propone opposizione avverso un decreto ingiuntivo emesso nei suoi confronti per oltre quarantamila euro relativi a forniture. Deduce di aver già effettuato pagamenti parziali tali da ridurre il debito residuo a circa trentamila euro. La creditrice opposta si costituisce contestando l’opposizione e rilevando che alcune ricevute di bonifico prodotte dall’opponente sono duplicati della medesima operazione.
C’è una domanda che nessun manuale di diritto processuale civile osa formulare, ma che prima o poi ogni mediatore si sente rivolgere nella stanza degli incontri: «Scusi, ma il pappagallo può essere citato come testimone?»
Agosto è il mese che ogni anno mette alla prova l’avvocato che gestisce procedure di mediazione. Non tanto per la pausa professionale — ormai relativa — quanto per l’intreccio tra due discipline apparentemente semplici ma foriere di errori fatali quando si combinano: la sospensione feriale dei termini processuali (art. 1 L. 7 ottobre 1969, n. 742) e la regola per cui il termine di durata della mediazione «non è soggetto a sospensione feriale» (art. 6, comma 3, D.Lgs. 28/2010).
Quella che doveva essere una procedura conciliativa di routine si trasforma in una vicenda paradigmatica dei vizi che possono inficiare la mediazione quando l’organismo non opera correttamente e la parte onerata non vigila.
Due consorziati impugnano la sentenza di primo grado che li ha condannati al pagamento di contributi consortili. La materia — contributi consortili — non rientra nell’elenco dell’art. 5, comma 1, D.Lgs. 28/2010. Tuttavia, il giudice d’appello, valutata la natura della causa e il comportamento collaborativo manifestato dalle parti in udienza, dispone con ordinanza del 22 settembre 2025 la mediazione demandata ai sensi dell’art. 5-quater, fissando l’udienza di verifica al 4 maggio 2026.
Mediazione civile: rassegna ragionata della giurisprudenza di luglio 2026. Tutte le ultime sentenze.
Luglio 2026 ha registrato una concentrazione insolita di pronunce in materia di mediazione civile: nove sentenze di merito distribuite lungo tutto il mese, dal Tribunale di Foggia del 1° luglio al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere del 27, passando per Roma, Milano, Bologna, Napoli Nord, Velletri e Castrovillari. Un campione geograficamente rappresentativo che consente di tracciare linee di tendenza affidabili.
