Direttiva 2008/52/CE e legislazioni nazionali a confronto: armonizzazione raggiunta o cantiere aperto?

Direttiva 2008/52/CE e legislazioni nazionali a confronto: armonizzazione raggiunta o cantiere aperto?

Il quesito non è ozioso: la direttiva è stata
concepita come strumento di armonizzazione minimale, limitato alle controversie transfrontaliere e volto a promuovere il ricorso alla mediazione senza imporre un modello uniforme. A distanza di quasi due decenni, la fisionomia che la mediazione ha assunto nei vari ordinamenti nazionali presenta tratti fortemente differenziati, al punto da rendere legittimo il dubbio se l’obiettivo di fondo — favorire una cultura comune della risoluzione alternativa delle controversie nello spazio giudiziario europeo — possa dirsi compiutamente realizzato.

Mediazione transfrontaliera dopo il correttivo Cartabia: il nuovo art. 12, comma 1-ter, d.lgs.28/2010 e il raccordo con la direttiva 2008/52/CE

Mediazione transfrontaliera dopo il correttivo Cartabia: il nuovo art. 12, comma 1-ter, d.lgs.28/2010 e il raccordo con la direttiva 2008/52/CE

Tra le novità di maggiore interesse
sistematico spicca l’introduzione del comma 1-ter nell’art. 12 del d.lgs. 28/2010, dedicato all’efficacia esecutiva dell’accordo conciliativo e alla sua omologazione. La nuova disposizione è interamente dedicata alle controversie transfrontaliere, definite per rinvio all’art. 2 della direttiva 2008/52/CE, e rappresenta il punto di approdo di un percorso normativo avviato con la riforma Cartabia del 2022 e perfezionato, appunto, con il correttivo del 2024.

La condizione di procedibilità nella mediazione civile dopo la Riforma Cartabia: un orientamento consolidato

La condizione di procedibilità nella mediazione civile dopo la Riforma Cartabia: un orientamento consolidato

La Riforma Cartabia, attuata con il d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 149, ha riscritto
integralmente la disciplina della mediazione civile e commerciale di cui al d.lgs. 4 marzo
2010, n. 28. Il nuovo art. 5, comma 1, d.lgs. 28/2010 estende l’ambito delle controversie
per le quali l’esperimento del procedimento di mediazione costituisce condizione di
procedibilità della domanda giudiziale, includendovi, tra le altre, le materie del
condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione,
comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno da responsabilità medica e
sanitaria e da diffamazione a mezzo stampa, contratti assicurativi, bancari e finanziari, e
ulteriori tipologie contrattuali.

La procura sostanziale in mediazione dopo Cass. n. 10978/2026: basta la scrittura privata

La procura sostanziale in mediazione dopo Cass. n. 10978/2026: basta la scrittura privata

Pochi temi hanno diviso la giurisprudenza di merito quanto la forma della procura
sostanziale per la partecipazione alla mediazione. La scintilla fu Cass. n. 8473 del 2019,
che — nell’enunciare il principio della necessaria comparizione personale e della
delegabilità a un rappresentante sostanziale — affermò che la procura speciale a
partecipare alla mediazione «non rientra nei poteri di autentica dell’avvocato neppure
se il potere è conferito allo stesso professionista».

La simmetria tra istanza di mediazione e domanda giudiziale quale condizione di procedibilità: orientamenti giurisprudenziali e profili applicativi

La simmetria tra istanza di mediazione e domanda giudiziale quale condizione di procedibilità: orientamenti giurisprudenziali e profili applicativi

Il presente contributo approfondisce il recente orientamento giurisprudenziale relativo al
principio di simmetria tra domanda di mediazione e domanda giudiziale. Attraverso una
breve disamina delle pronunce dei Tribunali di Napoli, Milano, Torino, Roma, Gela, Taranto e
Bari, emerge come tale principio soprattutto nella materia condominiale si stia
progressivamente consolidando nei fori in esame. Il contributo analizzerà il tema anche dal
punto di vista normativo, ne evidenzierà i principali aspetti positivi e si soffermerà, allo stesso
tempo, sulle possibili criticità che ne potrebbero derivare, in particolare per la procedura di
mediazione.

Mancata partecipazione al primo incontro: le sanzioni dell’art. 12-bis spiegate al cliente

Mancata partecipazione al primo incontro: le sanzioni dell’art. 12-bis spiegate al cliente

L’art. 12-bis del d.lgs. 28/2010 — introdotto dalla Riforma Cartabia (d.lgs. 149/2022) e successivamente ritoccato dal Correttivo (d.lgs. 216/2024) — disciplina in modo organico le conseguenze processuali della mancata partecipazione senza giustificato motivo al primo incontro del procedimento di mediazione. La norma opera su tre piani distinti, che è utile illustrare separatamente.

Contratti bancari e finanziari: l’elenco tassativo delle materie dopo Cass. 31209/2022

Contratti bancari e finanziari: l’elenco tassativo delle materie dopo Cass. 31209/2022

Con l’ordinanza 21 ottobre 2022, n. 31209, la Prima Sezione della Cassazione ha cristallizzato un principio già anticipato negli anni precedenti: la nozione di «contratti bancari e finanziari» di cui all’art. 5, comma 1-bis, del d.lgs. n. 28/2010 (oggi art. 5, comma 1, post Riforma Cartabia) deve essere interpretata in senso rigoroso e non estensivo.

L’improcedibilità dopo mediazione delegata: quando il giudice chiude il processo

L’improcedibilità dopo mediazione delegata: quando il giudice chiude il processo

La mediazione demandata dal giudice — oggi disciplinata dall’art. 5-quater d.lgs. 28/2010 — costituisce uno degli snodi processuali più delicati del rito civile. A differenza della mediazione obbligatoria ex ante prevista dall’art. 5, comma 1, che opera come filtro preventivo all’accesso alla giurisdizione, la mediazione delegata interviene a processo già instaurato, per iniziativa officiosa del giudice, e trasforma la prosecuzione del giudizio in un percorso condizionato: se la condizione non si avvera, il processo si chiude in rito.